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lunedì, 21 agosto 2006



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chissà chi si accorgerà che questo blog esite ancora e si sta rianimando

cmq posto qualcosina, dall'alrgomento scottante in italia, preso da repubblica.it

La senatrice della Margherita al Meeting di Cl accolta anche dai fischi
"Le unioni civili non sono all'ordine del giorno nel programma di governo"

Pacs, Binetti: "Non si faranno"
Cdl applaude, scontro nell'Unione

Bocchino (An): "Modello da imitare". Pecoraro Scanio: "Non decide lei"


<B>Pacs, Binetti: "Non si faranno"<br>Cdl applaude, scontro nell'Unione</B>
RIMINI - Paola Binetti, senatrice cattolica dell'Unione, va al Meeting di Cl a dire che i "Pacs non sono all'ordine del giorno nel programma di governo". E con queste parole trova immediati fans nella Cdl, ma scatena una dura polemica nel centrosinistra.

La parlamentare della Margherita spiega davanti al parterre ciellino: "I Pacs non sono all'ordine del giorno per l'attuale governo: non c'erano nel programma e non si faranno, anche nonostante le affermazioni rese a titolo assolutamente personale da parte di alcuni ministri e di esponenti della maggioranza".

E, nonostante a Rimini la Binetti raccolga anche qualche fischio di chi le urla "Venduta" e "Giuda", immediato scatta l'applauso della Cdl. Da An Italo Bocchino invita i ministri del governo Prodi a "prendere a modello le parole della Binetti", mentre Luca Volontè (Udc) ribadisce il no assoluto ai Pacs. "Se invece di parlare di libertà di educazione e di pensare ad aiuti alla famiglia - dice, raccogliendo l'applauso della platea di Cl - la politica parla solo di Pacs, allora lasocietà italiana è fi-ni-ta!".

Ovviamente di diverso avviso i laici del centrosinistra, che i Pacs non solo li vogliono, ma sono perfettamente convinti che nel programma dell'Unione ci siano. "L'Unione farà la legge sulle coppie di fatto, la Binetti si rassegni", tuona il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, secondo cui "non è la Binetti a dettare la linea dell'Unione. Il riconoscimento delle coppie e delle unioni di fatto è nel programma della coalizione".

Duro anche il leader dei Radicali Daniele Capezzone, secondo cui "i Pacs sono già nella coscienza del paese, che è molto più maturo dei suoi rappresentanti politici", e conferma che da settembre "ripartirà la battaglia per ottenere una calendarizzazione parlamentare delle proposte di legge già presentate in materia".

E se le dichiarazioni incassano l'apprezzamento del leader dell'Udeur Clemente Mastella, il deputato diessino, nonchè presidente onorario di Arcigay, Franco Grillini spiega che "nemmeno Cl può ignorare che milioni di italiani, gay e non, vivono in una famiglia diversa da quella tradizionale".

(21 agosto 2006)

commento mio:

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questo ha ispirato il bidet a borboleta almeno fino alle 21:07 !

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mercoledì, 12 ottobre 2005



c'è gente che perde tempo dietro i tg mentre le cose vicine a noi cambiano: andate a comprare i cioccolattini kinder e fatemi sapere----

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martedì, 12 luglio 2005



carlos ed amilio sposi in un paesino al nord di madrid

sono la prima coppia omosessuale a venire sposata....

auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii



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giovedì, 30 giugno 2005



29 giugno 2005
Madrid, 11:08


SPAGNA: PARLAMENTO   
APPROVA

MATRIMONI GAY

E ADOZIONI.

Il parlamento spagnolo ha approvato la controversa legge che consente alle coppie omosessuali di sposarsi e di adottare bambini. Il testo e' stato approvato con 187 voti a favore; 147 deputati hanno votato contro e 4 si sono astenuti. "Non siamo il primo Paese e sono sicuro che non saremo l'ultimo" ad adottare questa legge, ha affermato il primo ministro, Jose Luis Rodriguez Zapatero.

questo ha ispirato il bidet a borboleta almeno fino alle 10:46 !

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domenica, 22 maggio 2005



liberati i tre giornalisti rumeni e la loro guida, rapiti in iraq 2 mesi fa

ma non mi pare che la stampa gli dia il peso giusto e tanto meno la tv spagnola che l'ha solo annunciato tra i titoli e ancora non ne parla..... stiamo già allo sport e non ne parlano, ha fatto più notizia l'anniversario di matrimonio di felipe e letizia...

infami

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mercoledì, 18 maggio 2005



speriamo bene
incrociamo le dita
ti penso
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clementina cantoni, di care international
rapita a kabul

la aubenas ed il suo interprete
i 4 rumeni
un australiano
il corpo di baldoni

ridateceli bastardi

questo ha ispirato il bidet a borboleta almeno fino alle 01:40 !

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domenica, 08 maggio 2005



da ilmanifesto.it del 7 maggio pagina 6

Zapatero detta legge sulla fecondazione
Approvato da Madrid un nuovo testo. Aperto alle donne single e alla selezione terapeutica
ALBERTO D'ARGENZIO
Il governo Zapatero ha messo ieri le mani anche sulla fecondazione assistita: nessun limite al numero di ovociti fecondati in ogni ciclo, estensione della diagnosi pre-impianto, accesso alla terapia anche per i single, ma soprattutto possibilità di attuare la selezione genetica con fini terapeutici per terzi - il cosiddetto «bebé medicina» - e generalizzazione della ricerca sugli embrioni sovrannumerari. Sono queste le grandi novità del progetto di legge sulla «riproduzione assistita» approvata ieri dall'esecutivo e che sostituisce in un sol colpo la norma di «fecondazione assistita» datata 1988 e la riforma apportata dal Partido popular appena due anni fa. «La legge - spiega la vicepresidente dell'esecutivo Teresa Fernandez de la Vega - ha aperto la porta alle speranze di molte persone che vogliono avere figli, costituisce un passo da gigante nel campo della ricerca per lottare contro malattie di carattere ereditario ed inoltre mira a migliorare l'informazione». Un altro pianeta in confronto all'Italia dove ricerca, fecondazione eterologa e diagnosi pre-impianto sono tabù.

Il testo spagnolo precisa che per accedere alle terapie - inseminazione artificiale, fecondazione «in vitro», iniezione intracitoplasmica di spermatozoi o tecniche future - basterà aver compiuto 18 anni e dimostrare piena capacità di intendere e di volere (cioè non ci sono limiti di età anche se verranno valutate attentamente le possibilità di successo ed i rischi sulla salute mentre viene chiesto il sì del marito se la donna è sposata), viene invece vietata espressamente in «linea con la Costituzione europea» la «clonazione per fini riproduttivi», interdetta pure la pratica «dell'utero in affitto» e la selezione del sesso (sempre che non serva ad evitare malattie ereditarie) mentre aumentano i controlli e le multe in caso di infrazione o di cattiva pratica. La legge ovviamente non piace ai popolari che promettono una dura battaglia in Parlamento.

Il punto che infastidisce di più l'opposizione è quello del bebé medicamento: «inaccetabile dal punto di vista etico», dice Mario Mingo, portavoce del Pp nella Commissione sanità. Questa tecnica di selezione genetica (che permette ai genitori di un figlio malato selezionare un embrione che porti alla nascita di un bambino sano e compatibile per curare o salvare la vita del primo) si pratica già negli Usa, in Gran Bretagna ed in Belgio ed inoltre il suo utilizzo sarà soggetto ad un'analisi caso per caso da parte della Commissione nazionale di riproduzione umana assistita.

Il progetto di legge elimina il tetto massimo di ovociti che possono essere ottenuti in ogni ciclo - fissato in tre nel 2003 dal governo Aznar - in modo da evitare di dover effettuare nuovamente l'operazione se non ne escono dei figli. Rimane invece sempre fissato a tre il limite per gli embrioni che si possono impiantare, in attesa di miglioramenti delle tecniche e per evitare parti plurigemellari con conseguenti danni per la madre e per i discendenti.

La ricerca verrà permessa su tutti gli embrioni con meno di 14 giorni e con gameti (ovuli e spermatozoi), sempre che i progenitori diano il loro ok. La riforma del Pp prevedeva la ricerca solo su quelli creati prima dell'entrata in vigore della legge. Al tempo stesso la legge prevede che il seme possa venire congelato in banche di gameti autorizzate dal donante.

Vietata la madre in affitto ma prevista la possibilità di donare di gameti e preembrioni gratuitamente e confidenzialmente, il donante dovrà essere maggiorenne ed in buona salute. Infine le multe che vanno da 1.000 a un milione di euro a seconda della colpa. Un parto ben diverso da quello del governo Berlusconi.

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da ilmanifesto.it del settemaggio pagina 4


taglio medio

ABUSI
Afghanistan, la nuova, immensa Guantanamo
Sifton (Human rights watch): decine di prigioni Usa nel paese, più crudeli di quella di Cuba
PATRICIA LOMBROSO
NEW YORK
«L'Afghanistan è stato trasformato dal Pentagono, con l'approvazione di Bush, in un'enorme Guantanamo. Un sistema di prigioni inaccessibili dove la tortura viene esercitata da forze speciali della Cia e dai militari dell'esercito Usa con arbitrio assoluto. Condizioni di detenzioni subumane, tecniche di tortura peggiori di Abu Ghraib. Metà dei detenuti di Guantanamo verranno trasferiti qui a tempo indeterminato. Neanche la Croce rossa internazionale avrà accesso allo scrutinio giudiziario». È questo il prossimo scandalo delle torture praticate negli ultimi anni dagli americani in Afganistan e per i quali l'organizzazione «Human rights watch» chiede, nel suo ultimo rapporto, un'inchiesta indipendente del Congresso per crimini di guerra nei confronti di Donald Rumsfeld, Pentagono, George Tenet della Cia, Alberto Gonzalez, l'attuale ministro di giustizia. John Sifton, esperto di Human rights watch, per 14 anni in Afghanistan, così descrive il programma di pianificazione sistematica di prigioni - delineato e approvato da Bush con un'executive order il 23 marzo scorso - per tutti coloro sospettati di terrorismo prelevati da agenti Cia in qualsiasi paese e tradotti nelle prigioni Usa in Afghanistan.

Nella sua inchiesta condotta per mesi in Afghanistan, lei denuncia un sistema di tortura praticato da genti Cia e militari Usa nei confronti di centinaia di semplici cittadini bollati come enemy combatants.

Malgrado non siamo ancora in grado di fornire al pubblico il numero esatto di detenuti, sequestrati da agenti delle forze speciali del Pentagono e della Cia, in vari paesi dell'Africa e del Medio oriente, circa 1500 detenuti o ghost detainees (prigionieri fantasma) sono finiti nelle carceri afghane di Khost, Hailipu Kohat, Haripu. Vengono sottoposti ad ogni tecnica di tortura immaginabile. Nessuno ha modo di avvicinarsi a queste prigioni, che non hanno identità. Sono semplici cittadini considerati dagli americani sospetti di terrorismo, ma senza prove. Ad Haripur e Kohat, prigioni dalle condizioni di detenzione inumane, abbiamo lo stesso numero di detenuti (540) di Guantanamo.

Come avviene questo sequestro internazionale?

Alcuni già detenuti o cittadini sospettati di terrorismo pur senza implicazioni giudiziarie a loro carico, vengono prelevati e trasportati da aerei commerciali a contratto del Pentagono per questa «nuova industria di sequestro internazionale» dall'Egitto, Canada, Bosnia e Medio oriente alla base aerea militare di Bagram, in Afghanistan. Quest'ultima rappresenta il centro di smistamento e raccolta del carico dei nuovi prigionieri. La Cia ha creato un centro di detenzione speciale a nord di Kabul, in una struttura di mattoni denominata Salt Pit. Sottoposti ad interrogatori e torture peggiori di quelle mostrate nelle foto di Abu Ghraib, i detenuti vengono caricati su camion militari e spostati da un lager all'altro da agenti speciali americani in borghese.

Le tecniche di tortura per gli interrogatori sono state approvate da Alberto Gonzalez, promosso da Bush - dopo lo scandalo di Abu Ghraib e Guantanamo - ministro della giustizia?

È quanto ho verificato nella mia inchiesta in Afghanistan. Vennero pianificati metodologie e tecniche da applicare durante gli interrogatori nel programma della rendition ovvero l'arte della tortura veniva concordata con paesi terzi consenzienti come Egitto, Marocco, Siria, Diego Garcia, nel Pacifico per non dover un giorno incorrere nel rischio di doverne rispondere giuridicamente. La responsabilità per aver violato ogni norma della convenzione di Ginevra e il trattato contro la tortura, ratificato dal governo americano nel 1994, ricade altresì su Donald Rumsfeld, alla Difesa, e George Tenet della Cia.

Quando l'Afghanistan, citato da Bush come «modello dove la democrazia americana ha trionfato», è stato trasformato per volontà di Washington in questo girone dantesco?

La strategia risale alla «guerra globale» al terrorismo, nel febbraio del 2002. Ma già nel 2001, Bush con un executive order di 92 pagine, classificato in un memorandum 13224: lancia la Joint doctrine for detaines operation. Questa direttiva presidenziale viene annualmente aggiornata. L'ultima direttiva del 23 marzo scorso precisa: «chiunque sia detenuto o presumibilmente collegato con organizzazioni terroristiche è da classificare come «nemico combattente». Nel corso di questi tre anni, per il Pentagono la strategia sistematica per perseguire questa «missione» è stata quella di creare una struttura di prigioni in alternativa a Guantanamo, a livello internazionale inaccessibile sia alla giurisdizione americana sia a quella europea per intervenire legalmente. L'Afghanistan è stato trasformato nella più grande prigione americana della Cia: i detenuti vengono gettati in questa rete di prigioni inaccessibili tutti i cittadini catturati dagli americani, non collegati ad Al Queda, né talebani, provenienti da tutti i paesi del mondo. Qui spariscono, torturati sino alla morte.

Il Pentagono ha recentemente rilasciato da Guantanamo 18 prigionieri tornati in Afghanistan. Rischiano di finire in queste prigioni per timore di testimonianze imbarazzanti nei confronti degli americani e sulle torture subite?

Non tutti. Alcuni verranno consegnati al governo afghano, che li tiene in condizioni di detenzioni pessime. Il Pentagono ha già deciso di trasferire metà dei 540 prigionieri di Guantanamo nelle prigioni in Afghanistan. Circa 1500 semplici cittadini sospettati di «terrorismo» provenienti da altri paesi sono in queste piccole Guantanamo. Non sappiamo se gli americani pretenderanno dal governo di Karzai una prigionia indefinita ed interminabile come a Guantanamo. Il Pentagono vuole liberarsi di un certo numero di detenuti, perché non sono di nessuna utilità per ottenere informazioni. Non sa cosa farne. Non vuole rimetterli in libertà per timore che parlino delle torture subite.



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giovedì, 05 maggio 2005



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giovedì, 07 aprile 2005



sempre da repubblicaonline

Luanda, 23:46

MARBURG: ANGOLA, 159 MORTI, CREATA COMMISSIONE EMERGENZA

Con 159 morti accertati e un caso sospetto segnalato martedi' in una baraccopoli alla periferia di Luanda, l'epidemia del virus di Marburg che si registra in Angola non e' ancora sotto controllo. Oggi il parlamento di Luanda ha approvato una risoluzione che chiede al governo del presidente Eduardo dos Santos di adottare rapide misure per far fronte all'epidemia con disponibilita' di fondi e materiali. Il presidente ha insediato una commissione per gestire l'emergenza presieduta dal ministro dell'intero Oswaldo Serra, che si coordinera' con il ministro della difesa, generale Kundi Pahama. Oltre 30 esperti internazionali, epidemiologi ed esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS), di Medici senza frontiere e del Centro per la prevenzione epidemiologica di Atlanta (Usa) sono in Angola per combattere il virus "gemello" di Ebola. Una donna di 22 anni ieri era arrivata con sintomi sospetti nel presidio medico della baraccopoli di Cacuaco e oggi e' stata trasportata nell'unita' speciale di isolamento allestita nell'ospedale Americo Boa Vida, a Luanda. Il vice ministro per la sanita' angolano Jose' Van Dunem ha segnalato anche che l'epidemia si e' diffusa in una quinta provincia, quella nella di Malenge, confinante con la regione settentrionale di Uige dove si e' manifestato il focolaio dell'epidemia. Nell'Uige si sono registrati quasi tutti i casi letali. Quattro i decessi a Luanda- compresa la pediatra italiana Maria Bonino - ma si trattava di persone che venivano dall'Uige. Anche Mario Ferrari, direttore dell'Unicef per l'Angola, ha confermato che il virus "non e' ancora sotto controllo" ma tutte le misure per combatterlo sono state adottate. Ferrari ha aggiunto che la mortalita' tra i bambini e' scesa dall'80 al 68%. "La situazione e' grave perche' si sta registrando una mortalita' dell'88% rispetto a quella indicata dagli studi precedenti, tra il 25 e il 30%. E questo e' un indicatore delle carenze del sistema sanitario" angolano.

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################################################# Troverai verso il fondo una riga scritta tra due righe in maiuscolo, cambia l'url in quella riga con l'url dell'immagine che vuoi Grazie per l'ascolto e buon template ;) --> QUELLI CHE sul bidet riflettono

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E, nonostante a Rimini la Binetti raccolga anche qualche fischio di chi le urla "Venduta" e "Giuda", immediato scatta l'applauso della Cdl. Da An Italo Bocchino invita i ministri del governo Prodi a "prendere a modello le parole della Binetti", mentre Luca Volontè (Udc) ribadisce il no assoluto ai Pacs. "Se invece di parlare di libertà di educazione e di pensare ad aiuti alla famiglia - dice, raccogliendo l'applauso della platea di Cl - la politica parla solo di Pacs, allora lasocietà italiana è fi-ni-ta!".

Ovviamente di diverso avviso i laici del centrosinistra, che i Pacs non solo li vogliono, ma sono perfettamente convinti che nel programma dell'Unione ci siano. "L'Unione farà la legge sulle coppie di fatto, la Binetti si rassegni", tuona il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, secondo cui "non è la Binetti a dettare la linea dell'Unione. Il riconoscimento delle coppie e delle unioni di fatto è nel programma della coalizione".

Duro anche il leader dei Radicali Daniele Capezzone, secondo cui "i Pacs sono già nella coscienza del paese, che è molto più maturo dei suoi rappresentanti politici", e conferma che da settembre "ripartirà la battaglia per ottenere una calendarizzazione parlamentare delle proposte di legge già presentate in materia".

E se le dichiarazioni incassano l'apprezzamento del leader dell'Udeur Clemente Mastella, il deputato diessino, nonchè presidente onorario di Arcigay, Franco Grillini spiega che "nemmeno Cl può ignorare che milioni di italiani, gay e non, vivono in una famiglia diversa da quella tradizionale".

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Zapatero detta legge sulla fecondazione
Approvato da Madrid un nuovo testo. Aperto alle donne single e alla selezione terapeutica
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Il governo Zapatero ha messo ieri le mani anche sulla fecondazione assistita: nessun limite al numero di ovociti fecondati in ogni ciclo, estensione della diagnosi pre-impianto, accesso alla terapia anche per i single, ma soprattutto possibilità di attuare la selezione genetica con fini terapeutici per terzi - il cosiddetto «bebé medicina» - e generalizzazione della ricerca sugli embrioni sovrannumerari. Sono queste le grandi novità del progetto di legge sulla «riproduzione assistita» approvata ieri dall'esecutivo e che sostituisce in un sol colpo la norma di «fecondazione assistita» datata 1988 e la riforma apportata dal Partido popular appena due anni fa. «La legge - spiega la vicepresidente dell'esecutivo Teresa Fernandez de la Vega - ha aperto la porta alle speranze di molte persone che vogliono avere figli, costituisce un passo da gigante nel campo della ricerca per lottare contro malattie di carattere ereditario ed inoltre mira a migliorare l'informazione». Un altro pianeta in confronto all'Italia dove ricerca, fecondazione eterologa e diagnosi pre-impianto sono tabù.

Il testo spagnolo precisa che per accedere alle terapie - inseminazione artificiale, fecondazione «in vitro», iniezione intracitoplasmica di spermatozoi o tecniche future - basterà aver compiuto 18 anni e dimostrare piena capacità di intendere e di volere (cioè non ci sono limiti di età anche se verranno valutate attentamente le possibilità di successo ed i rischi sulla salute mentre viene chiesto il sì del marito se la donna è sposata), viene invece vietata espressamente in «linea con la Costituzione europea» la «clonazione per fini riproduttivi», interdetta pure la pratica «dell'utero in affitto» e la selezione del sesso (sempre che non serva ad evitare malattie ereditarie) mentre aumentano i controlli e le multe in caso di infrazione o di cattiva pratica. La legge ovviamente non piace ai popolari che promettono una dura battaglia in Parlamento.

Il punto che infastidisce di più l'opposizione è quello del bebé medicamento: «inaccetabile dal punto di vista etico», dice Mario Mingo, portavoce del Pp nella Commissione sanità. Questa tecnica di selezione genetica (che permette ai genitori di un figlio malato selezionare un embrione che porti alla nascita di un bambino sano e compatibile per curare o salvare la vita del primo) si pratica già negli Usa, in Gran Bretagna ed in Belgio ed inoltre il suo utilizzo sarà soggetto ad un'analisi caso per caso da parte della Commissione nazionale di riproduzione umana assistita.

Il progetto di legge elimina il tetto massimo di ovociti che possono essere ottenuti in ogni ciclo - fissato in tre nel 2003 dal governo Aznar - in modo da evitare di dover effettuare nuovamente l'operazione se non ne escono dei figli. Rimane invece sempre fissato a tre il limite per gli embrioni che si possono impiantare, in attesa di miglioramenti delle tecniche e per evitare parti plurigemellari con conseguenti danni per la madre e per i discendenti.

La ricerca verrà permessa su tutti gli embrioni con meno di 14 giorni e con gameti (ovuli e spermatozoi), sempre che i progenitori diano il loro ok. La riforma del Pp prevedeva la ricerca solo su quelli creati prima dell'entrata in vigore della legge. Al tempo stesso la legge prevede che il seme possa venire congelato in banche di gameti autorizzate dal donante.

Vietata la madre in affitto ma prevista la possibilità di donare di gameti e preembrioni gratuitamente e confidenzialmente, il donante dovrà essere maggiorenne ed in buona salute. Infine le multe che vanno da 1.000 a un milione di euro a seconda della colpa. Un parto ben diverso da quello del governo Berlusconi.

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da ilmanifesto.it del settemaggio pagina 4


taglio medio

ABUSI
Afghanistan, la nuova, immensa Guantanamo
Sifton (Human rights watch): decine di prigioni Usa nel paese, più crudeli di quella di Cuba
PATRICIA LOMBROSO
NEW YORK
«L'Afghanistan è stato trasformato dal Pentagono, con l'approvazione di Bush, in un'enorme Guantanamo. Un sistema di prigioni inaccessibili dove la tortura viene esercitata da forze speciali della Cia e dai militari dell'esercito Usa con arbitrio assoluto. Condizioni di detenzioni subumane, tecniche di tortura peggiori di Abu Ghraib. Metà dei detenuti di Guantanamo verranno trasferiti qui a tempo indeterminato. Neanche la Croce rossa internazionale avrà accesso allo scrutinio giudiziario». È questo il prossimo scandalo delle torture praticate negli ultimi anni dagli americani in Afganistan e per i quali l'organizzazione «Human rights watch» chiede, nel suo ultimo rapporto, un'inchiesta indipendente del Congresso per crimini di guerra nei confronti di Donald Rumsfeld, Pentagono, George Tenet della Cia, Alberto Gonzalez, l'attuale ministro di giustizia. John Sifton, esperto di Human rights watch, per 14 anni in Afghanistan, così descrive il programma di pianificazione sistematica di prigioni - delineato e approvato da Bush con un'executive order il 23 marzo scorso - per tutti coloro sospettati di terrorismo prelevati da agenti Cia in qualsiasi paese e tradotti nelle prigioni Usa in Afghanistan.

Nella sua inchiesta condotta per mesi in Afghanistan, lei denuncia un sistema di tortura praticato da genti Cia e militari Usa nei confronti di centinaia di semplici cittadini bollati come enemy combatants.

Malgrado non siamo ancora in grado di fornire al pubblico il numero esatto di detenuti, sequestrati da agenti delle forze speciali del Pentagono e della Cia, in vari paesi dell'Africa e del Medio oriente, circa 1500 detenuti o ghost detainees (prigionieri fantasma) sono finiti nelle carceri afghane di Khost, Hailipu Kohat, Haripu. Vengono sottoposti ad ogni tecnica di tortura immaginabile. Nessuno ha modo di avvicinarsi a queste prigioni, che non hanno identità. Sono semplici cittadini considerati dagli americani sospetti di terrorismo, ma senza prove. Ad Haripur e Kohat, prigioni dalle condizioni di detenzione inumane, abbiamo lo stesso numero di detenuti (540) di Guantanamo.

Come avviene questo sequestro internazionale?

Alcuni già detenuti o cittadini sospettati di terrorismo pur senza implicazioni giudiziarie a loro carico, vengono prelevati e trasportati da aerei commerciali a contratto del Pentagono per questa «nuova industria di sequestro internazionale» dall'Egitto, Canada, Bosnia e Medio oriente alla base aerea militare di Bagram, in Afghanistan. Quest'ultima rappresenta il centro di smistamento e raccolta del carico dei nuovi prigionieri. La Cia ha creato un centro di detenzione speciale a nord di Kabul, in una struttura di mattoni denominata Salt Pit. Sottoposti ad interrogatori e torture peggiori di quelle mostrate nelle foto di Abu Ghraib, i detenuti vengono caricati su camion militari e spostati da un lager all'altro da agenti speciali americani in borghese.

Le tecniche di tortura per gli interrogatori sono state approvate da Alberto Gonzalez, promosso da Bush - dopo lo scandalo di Abu Ghraib e Guantanamo - ministro della giustizia?

È quanto ho verificato nella mia inchiesta in Afghanistan. Vennero pianificati metodologie e tecniche da applicare durante gli interrogatori nel programma della rendition ovvero l'arte della tortura veniva concordata con paesi terzi consenzienti come Egitto, Marocco, Siria, Diego Garcia, nel Pacifico per non dover un giorno incorrere nel rischio di doverne rispondere giuridicamente. La responsabilità per aver violato ogni norma della convenzione di Ginevra e il trattato contro la tortura, ratificato dal governo americano nel 1994, ricade altresì su Donald Rumsfeld, alla Difesa, e George Tenet della Cia.

Quando l'Afghanistan, citato da Bush come «modello dove la democrazia americana ha trionfato», è stato trasformato per volontà di Washington in questo girone dantesco?

La strategia risale alla «guerra globale» al terrorismo, nel febbraio del 2002. Ma già nel 2001, Bush con un executive order di 92 pagine, classificato in un memorandum 13224: lancia la Joint doctrine for detaines operation. Questa direttiva presidenziale viene annualmente aggiornata. L'ultima direttiva del 23 marzo scorso precisa: «chiunque sia detenuto o presumibilmente collegato con organizzazioni terroristiche è da classificare come «nemico combattente». Nel corso di questi tre anni, per il Pentagono la strategia sistematica per perseguire questa «missione» è stata quella di creare una struttura di prigioni in alternativa a Guantanamo, a livello internazionale inaccessibile sia alla giurisdizione americana sia a quella europea per intervenire legalmente. L'Afghanistan è stato trasformato nella più grande prigione americana della Cia: i detenuti vengono gettati in questa rete di prigioni inaccessibili tutti i cittadini catturati dagli americani, non collegati ad Al Queda, né talebani, provenienti da tutti i paesi del mondo. Qui spariscono, torturati sino alla morte.

Il Pentagono ha recentemente rilasciato da Guantanamo 18 prigionieri tornati in Afghanistan. Rischiano di finire in queste prigioni per timore di testimonianze imbarazzanti nei confronti degli americani e sulle torture subite?

Non tutti. Alcuni verranno consegnati al governo afghano, che li tiene in condizioni di detenzioni pessime. Il Pentagono ha già deciso di trasferire metà dei 540 prigionieri di Guantanamo nelle prigioni in Afghanistan. Circa 1500 semplici cittadini sospettati di «terrorismo» provenienti da altri paesi sono in queste piccole Guantanamo. Non sappiamo se gli americani pretenderanno dal governo di Karzai una prigionia indefinita ed interminabile come a Guantanamo. Il Pentagono vuole liberarsi di un certo numero di detenuti, perché non sono di nessuna utilità per ottenere informazioni. Non sa cosa farne. Non vuole rimetterli in libertà per timore che parlino delle torture subite.



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giovedì, 05 maggio 2005



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giovedì, 07 aprile 2005



sempre da repubblicaonline

Luanda, 23:46

MARBURG: ANGOLA, 159 MORTI, CREATA COMMISSIONE EMERGENZA

Con 159 morti accertati e un caso sospetto segnalato martedi' in una baraccopoli alla periferia di Luanda, l'epidemia del virus di Marburg che si registra in Angola non e' ancora sotto controllo. Oggi il parlamento di Luanda ha approvato una risoluzione che chiede al governo del presidente Eduardo dos Santos di adottare rapide misure per far fronte all'epidemia con disponibilita' di fondi e materiali. Il presidente ha insediato una commissione per gestire l'emergenza presieduta dal ministro dell'intero Oswaldo Serra, che si coordinera' con il ministro della difesa, generale Kundi Pahama. Oltre 30 esperti internazionali, epidemiologi ed esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS), di Medici senza frontiere e del Centro per la prevenzione epidemiologica di Atlanta (Usa) sono in Angola per combattere il virus "gemello" di Ebola. Una donna di 22 anni ieri era arrivata con sintomi sospetti nel presidio medico della baraccopoli di Cacuaco e oggi e' stata trasportata nell'unita' speciale di isolamento allestita nell'ospedale Americo Boa Vida, a Luanda. Il vice ministro per la sanita' angolano Jose' Van Dunem ha segnalato anche che l'epidemia si e' diffusa in una quinta provincia, quella nella di Malenge, confinante con la regione settentrionale di Uige dove si e' manifestato il focolaio dell'epidemia. Nell'Uige si sono registrati quasi tutti i casi letali. Quattro i decessi a Luanda- compresa la pediatra italiana Maria Bonino - ma si trattava di persone che venivano dall'Uige. Anche Mario Ferrari, direttore dell'Unicef per l'Angola, ha confermato che il virus "non e' ancora sotto controllo" ma tutte le misure per combatterlo sono state adottate. Ferrari ha aggiunto che la mortalita' tra i bambini e' scesa dall'80 al 68%. "La situazione e' grave perche' si sta registrando una mortalita' dell'88% rispetto a quella indicata dagli studi precedenti, tra il 25 e il 30%. E questo e' un indicatore delle carenze del sistema sanitario" angolano.

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